Il blog di www.copylefteratura.org

Home » Racconti brevi » La stagione

La stagione

tempo si squaglia



Sottile eccitazione primaverile, nell’aria ancora fredda dell’alba.
Giovanni ha tirato fuori l’auto dal garage, dando il via ai preparativi: anche quest’anno la stagione ha già lanciato forte il suo richiamo conico di fragola, mirtillo, cioccolata, zuppa inglese e panna, e il mondo intero freme al sol pensiero di riprendere a gustare variopinte palline di gelato.
La stagione. In Germania.
Come ogni anno partirà con la famiglia, portando l’arte gelatiera bellunese oltre confine, per rinnovare il consueto rituale che continua fin da quando era ragazzo e l’amarena variegava anche il suo volto screziato d’acne.
Carica l’auto.
C’è ancora neve fresca sopra il vecchio acciottolato pazzo che s’inerpica al cancello, ma è neve marzolina e dura il pianto d’una sua bambina, il che, pensando a Chiara e Giusi sorridenti, implica poco.
Il portapacchi già s’alpeggia di valigie brune stinte al sole. Giovanni incastra con mestiere gli angoli rugosi dell’attrito d’una vita, quindi assicura il carico tirando corde elastiche uncinate avanti e indietro.
Riprende fiato.
Il salame di borse e valigie lo irride inclinandosi di lato.
Se almeno la moglie volesse svegliarsi, potrebbe aiutarlo a legare i bagagli tenendo le corde in tensione, così da rendere più facile il tutto. Mmmm… niente… dormono ancora: nessuna serranda che sciolga l’abbraccio del suo davanzale innevato.
Giovanni rosicchia un rimbrotto tra i denti e ringrazia un po’ il fato un po’ Iddio che le braccia conservino ancora la forza di un toro e che queste valigie sian meno pesanti del solito.
Finalmente: una tapparella che s’alza, tadacladaccando.
Qualcuno guarda fuori: è Chiara.
Bene, eh… perciò, tempo un minuto, la figlia salterà sul letto matrimoniale e anche la moglie avrà bell’e finito di poltrire, eh eh… c’è pure da spalare la stradina dalla neve, o almeno da gettare il sale, che marzolina o meno, la zona del selciato in ombra è un frigo a cielo aperto fino a Luglio.
Chiara scende giù in giardino.
– “Papà… che stai facendo?”
– “Eh, senti, dammi una mano tu, che per quando arriva mamma le facciamo una sorpresa e trova tutto pronto…”
– “Papà… vieni qui. Copriti, cosa…”
– “La stagione… la stagione!”
Chiara prende il vecchio sotto braccio.
– “Papà guardati… sei in ciabatte, in pigiama e… e sei tutto bagnato. La stagione che?”
La figlia osserva le valigie vuote sul tetto dell’auto, flaccide quanto la carcassa d’un animale appena abbattuto. Poi, per un tempo infinito, si perde alla deriva negli occhi vacui di Giovanni. Infine si riscuote e lo trascina dentro casa.
– “Vieni papà. Oddio, saranno quindici anni che… Marcooo… Mammaaaaa…”



(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

Annunci