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NON CI SONO I SOLDI.

chieti

NON CI SONO I SOLDI

Ospedale, reparto di chirurgia, orario visita parenti. Luce fredda. Un vago retrogusto di ammoniaca sale dal pavimento in linoleum verde chiaro. Due medici conversano in piedi, lungo il corridoio vociante.
– “Hai visto? Hanno bloccato pure gli ordini dei farmaci” – ringhia il più basso.
Il collega, magro e allampanato, alza gli occhi al cielo in muta rassegnazione, trovando solo il soffitto scrostato. Nel violento moto di sconforto mimico, la montatura d’oro degli occhiali tondi scivola lungo il naso di un centimetro.
– “Manca solo che ci diano la corrente a giorni alterni” – rincara il medico basso.
Un paziente in pigiama s’avvicina ai due, trascinandosi dietro l’asta con le ruote della flebo.
– “Scusate, non ho potuto fare a meno di sentire: ieri c’era pure un articolo sul giornale. E’ una vergogna!”
– “E’ vero…” – conviene il medico più alto – “ma non possiamo farci niente: purtroppo non ci sono i soldi.”
Segue un mesto sospiro sconsolato, cui fa eco l’empatica chiosa del paziente in stereofonico spasimo di cristiana autoflagellazione.
– “Dobbiamo rassegnarci al peggio. Io lavoro per il Comune e anche lì siamo bloccati, purtroppo. Non ci sono soldi.”
Tic.
Lieve tremolio.
Tac.
Lieve tremolio della palpebra superiore destra, seguito a ruota da un’eruzione gestuale stromboliana di dissenso a tutto tondo: il medico basso sclera, mulina vorticosamente le braccia e infine afferra per il bavero entrambi gli interlocutori. Non avendo un bavero il pigiama del malato, il medico rimedia artigliando un ciuffo di peletti che sbuca dal colletto.
– “Cosa cosa cosaaa!??” – grida – “Come sarebbe a dire *non ci sono i soldi*????”
L’intero corridoio ammutolisce mentre gli sguardi di tutti convergono sul medico ansante.
– “Tutti a ripetere *non ci sono i soldi, non ci sono i soldi, non ci sono i soldi* come fantocci rincoglioniti! Cos’è??? Un corso di autoipnosi per masochisti?? Mario Draghi” – prosegue senza ridurre né il tono né la presa sui due – “Mario Draghi, avete presente? Il presidente della BCE, Dio Mario Draghi! …sto bestemmiando, scusatemi…” – tira il fiato – “ comunque Dio Mario Draghi nell’ultimo anno col suo quantitative easing ha creato dal nulla la bellezza di 1000 miliardi di euro per sostenere l’economia dell’Eurozona!! Sì! Avete capito bene, MILLE MILIARDI DI EURO!!!”
Nel corridoio, scampoli di eureligioso rapimento mistico accolgono il riecheggiare del nome del santo e tutti i presenti chinano lievemente il capo, in segno di venerazione. Ma il medico non si scompone e tira dritto. E’ un fiume in piena.
– “Ora, l’Italia ha 62 milioni di abitanti e l’Eurozona ne ha circa 330 milioni. Quindi, sei per cinque trenta, se la popolazione italiana in pratica è il 20% di quella europea, negli ultimi 12 mesi almeno il 20% di quei 1000 miliardi, cioè 200 miliardi, doveva arrivare a noi italiani!! E dico “almeno” perché, a rigor di logica, se in un’unione monetaria ci sono paesi danneggiati dal cambio fisso, a questi paesi dovrebbe andare un sostegno economico maggiore. Vi è sfuggito che perfino Morgan Stanley il mese scorso ha ammesso che l’euro offre alle merci tedesche un vantaggio competitivo del 30% su quelle italiane, visto che l’euro è sottovalutato del 15% per la Germania e sopravvalutato del 15% per l’Italia? Vi è sfuggito… Vabbè, lo stesso, torniamo al dunque. Qualcuno di voi ha visto transitare per la penisola 200 miliardi di euro? Tolti i minori, nell’ultimo anno ogni singolo italiano dovrebbe aver ricevuto in regalo sul proprio conto corrente almeno 4000 euro. Vi risulta?”
Occhiate smarrite nel corridoio.
– “Oppure… ok, oppure facciamo che invece di regalarli a pioggia, i soldi creati da Draghi avessero come obiettivo di aiutare le piccole e medie imprese italiane, che sono circa 130-140.000. Vorrebbe dire che ogni singola piccola e media impresa italiana avrebbe ricevuto negli ultimi 12 mesi circa 1 milione e 500.000 euro a fondo perduto: fine della crisi!! Vi risulta?”
La platea del corridoio si stringe nelle spalle: non capisce il senso degli interrogativi posti dal medico, abituata ormai da troppo tempo a non porsi domande. Ma il medico incazzato non demorde, anzi, continua e rincara la dose.
– “Ok. Deduco dal vostro silenzio che non vi risulta. Allora? Dove sono finiti i 1000 miliardi creati da Draghi per sostenere l’economia, eh? Forse li ha ricevuti il governo italiano? Assolutamente no. Non avete visto il telegiornale l’altra sera? Quasi piangeva, Padoan, porello! A mala pena sono saltati fuori 370 milioni per prolungare la Cassa Integrazione per i disoccupati. Aveva i lucciconi, cucciolo, si capiva che vorrebbe fare di più e che magari saprebbe anche cosa fare, ma purtroppo, purtroppissimo *NON CI SONO I SOLDI*….”
Niente, elettroencefalogramma piatto: medici e infermieri, pazienti e parenti, oss e badanti… nessuno che abbozzi un tentativo di risposta. Anzi no. In zona cesarini risponde un infermiere leghista di mezza età.
– “Se li sono presi gli immigrati, ecco cos’è. Vengono in pronto soccorso e li curiamo gratis. E’ colpa loro!”
Mille miliardi? Il medico basso lo prende di peso e lo frombola fuori dalla finestra.
– “Se li è mangiati la casta cricca corruzione. Noi del movimento cinque stel…”
Il medico prende su di peso anche il secondo coglione, un paziente col pigiama di Mary Poppins, invitandolo gentilmente a seguire l’altro utile idiota oltre il davanzale.
– “Allora, visto che non siamo in televisione, direi che come siparietto comico è più che sufficiente. Basta cazzate, vi spiego io come funziona il marchingegno messo su per risollevare l’economia dell’eurozona dal vostro amico Draghi: i 1000 miliardi che ha creato negli ultimi 12 mesi, Dio Draghi li ha immessi nel sistema finanziario con un sistema paradossale che prevede di acquistare titoli di debito pubblico NON direttamente dagli stati che li emettono, ma dalle BANCHE PRIVATE che li hanno comprati. Ciò significa che oltre al tornaconto immediato, cioè 60 miliardi di guadagno sulle commissioni bancarie, le banche private possono gridare al miracolo e ringraziare il buon Dio Draghi che ha creato dal nulla 1000 miliardi a fondo perduto per trasferirli d’ufficio nelle loro pance voraci. E in condizioni di totale deregolamentazione dei mercati finanziari, le banche private sanno benissimo che possono guadagnare molto di più giocando d’azzardo con la finanza speculativa che investendo in attività reali. Tanto, anche scoppiasse la bolla, in caso di crack finanziario, le banche esposte vengono salvate con soldi nostri o pubblici, che poi è la stessa cosa. Così, dei 1000 miliardi stanziati da Draghi, alle imprese e alle famiglie non sono arrivate neanche le briciole”.
Stupore diffuso nel corridoio.
Il medico basso scuote il capo.
– “Perché vi stupite? Non vedo cosa ci sia da stupirsi: Draghi è l’uomo scelto dalle élite finanziare e dalle banche d’affari per guidare la BCE. Non è stato mica eletto dai popoli europei! Quindi cosa c’è di anomalo se cura gli interessi del sistema finanziario, cui deve tutto, e non i nostri? …Ohi, però in realtà qualcosa di cui stupirsi ci sarebbe: possibile che continuiamo tutti a credere alla balla che non ci sono i soldi quando sotto i nostri occhi Dio Draghi crea dal nulla 1000 miliardi? I soldi non sono un problema. Le ideologie e la stupidità umana sì.”
Un bambino con gli occhi grandi, otto o nove anni, s’avvicina al medico di bassa statura e lo tira per il camice.
– “Dottore… c’è ancora una via di scampo? Come posso salvare i miei genitori, gli ospedali, la scuola e tutte le cose importanti?”
– “In verità, in verità ti dico: tra due anni ti compreranno un cellulare e ti preoccuperai solo di feisbuk, pokemongò e fantacalcio.”
Il medico sorride mestamente, alza i tacchi e se ne va.
– “Dottore, aspetta…” – protesta il bambino aggrappandosi al camice – “dammi almeno un indizio…”
– “Non ne hai bisogno. La tua costituzione, tutt’altro che cagionevole, è molto di più di un indizio e l’articolo uno afferma a chiare lettere che “la sovranità appartiene al popolo”. Non a Draghi, ai “mercati”, ovvero agli speculatori finanziari, e a banche d’affari private. E la sovranità più importante, quella da cui derivano tutte le altre in un sistema economico capitalista, è la sovranità monetaria. Per questo ce l’hanno tolta.”
Un collega piddino, capelli brizzolati, avanza saputo sventolando il portafoglio ancora gonfio in faccia al medico basso.
– “Ma io la mia moneta ce l’ho” – estrae una banconota – “cinquanta euri! E ci vado pure in giro per congressi in mezza Europa senza dovermi preoccupare del cambio.”
– “Contrariamente a quanto potrebbe sembrare” – replica sconsolato il medico basso – “l’euro non è la nostra moneta: lo prendiamo a prestito da banche private e per questo paghiamo interessi a banche private. Ovvero gli italiani e lo stato italiano sono ridotti a miseri creditori nelle grinfie di un usuraio. Non potendo battere moneta, lo stato non può più fare politica economica e per ripagare capitale e interessi deve tagliare la sanità e la spesa pubblica, svendere/privatizzare il patrimonio nazionale e tartassare i cittadini generando una spirale di crisi infinita. Vogliamo davvero finire come la Grecia?”
Un uomo sui trent’anni avanza con passo deciso, prende per mano il bambino e lo trascina via. Il piccolo cerca di opporre resistenza, invano.
– “Vieni via, Luigino.”
– “Ma papà…”
– “E per punizione, stasera non vai a letto se non hai visto almeno tre ore di tv…” – poi, volgendosi indietro verso il medico basso, aggiunge sferzante – “E lei, non si vergogna a mettere in testa certe idee a un bambino?”
Si allontanano lungo il corridoio. Mentre pian piano sfuma nella distanza, la voce del padre si fa più carezzevole.
– “Non preoccuparti, Luigino, non piangere, va tutto bene. E anche se non andasse proprio tutto bene, un po’ alla volta tutto andrà a posto: ci vuole solo più Europa, sì, più Europa, più…”

*

(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

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