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BUON ANNO

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“Controllare le informazioni è il compito dei pubblici poteri. Essi devono garantire che le informazioni siano corrette” – Giovanni Mussolini o Benito Pitruzzella, fate voi…

Giovanni Pitruzzella non è un personaggio del romanzo 1984 di G. Orwell, ma il capo dell’antitrust italiano, collezionista bipartisan di super-incarichi molto apprezzato nelle alte sfere. Nei giorni scorsi, in una lunga intervista rilasciata al Financial Times ha chiesto all’Unione Europea di agire direttamente su internet per etichettare rapidamente le *notizie false* e rimuoverle dalla circolazione infliggendo ammende se necessario.

La logica sottesa a questo ragionamento è molto semplice: nel sistema contemporaneo di produzione e commercializzazione della verità, la Verità è per definizione appannaggio della narrazione emotiva fornita dai media di regime; tutte le altre informazioni che possano raggiungere la popolazione, anche se supportate da dati scientifici e argomentazioni coerenti, sono per definizione *notizie false*, *complottismo*, *fake news*…

Ad esempio, le risibili accuse che incolpano gli haker russi di aver fatto perdere le elezioni a Hillary Clinton o i social network di aver sabotato la riforma costituzionale Boschi-Renzi non possono che essere Verità assolute. E’ invece parto delirante della fantasia complottista affermare che le azioni di vigilanza delle BCE sulle banche tedesche e italiane mancano di trasparenza e seguano due pesi e due misure o che dati alla mano, contrariamente ai mantra ripetuti dai media, il sistema pensionistico italiano è il più sostenibile di tutta Europa.

Lascio alla vostra intelligenza ogni ulteriore considerazione, ma resta il fatto che quello delle *notizie scomode* che devono essere censurate è una vera emergenza su scala planetaria, altrimenti i popoli del mondo potrebbero accorgersi della differenza che passa tra la democrazia e il fascismo economico neoliberista, vanificando drammaticamente gli sforzi:

1) della propaganda europeista (miliardi su miliardi di euro spesi ogni anno)

2) della propaganda pro-establishment a reti unificate della Leading European Newspaper Alliance messa a nudo da wikileaks (a cui, per l’Italia, è affiliata La Repubblica)

3) della propaganda classista del “quarto potere”, ovvero di Confindustria col suo giornale, il Sola 24 ore, che continua a fare scempio ideologico delle scienze economiche

4) della propaganda strisciante affidata allo strenuo lavoro di influencer e troll, da noi principalmente grillini e piddini.

5) della propaganda di mercato affidata alla colonizzazione degli spazi pubblicitari (come ben sa chi è passato per Feisbuk nelle settimane antecedenti al referendum sulla riforma costituzionale)

6) delle intimidazioni, della censura e dello shadowbanning già in atto sui social network

Insomma, INTERNET NON E’ ANCORA SOTTO IL COMPLETO CONTROLLO DEL POTERE POLITICO: *questo* è il vero problema, non i danni incalcolabili delle riforme finanziarie neoliberiste e di una politica economica classista e fallimentare su scala ormai planetaria…

(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

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