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qualcosa è andato storto…

“Per la prima volta nella storia contemporanea, nell’anno passato i 400 più ricchi d’america hanno pagato un’aliquota fiscale totale (comprensiva di tasse federali, statali e locali) PIU’ BASSA di qualsiasi altra fascia di reddito”

(David Leonhardft per il New York Time, online edition

tax rate 1950tax rate 1980tax rate 2000tax rate 2018

 

Il fatto è che nel magico mondo del liberismo finanziario globale, la mobilità dei capitali, delle risorse umane, degli investimenti e della produzione è senza limiti e le multinazionali spostano semplicemente la sede fiscale dove ricevono trattamenti di favore.

“The missing profits of Nations” (I profitti perduti delle nazioni), pubblicato dal National Bureau of Economic Research degli Stati Uniti, ci informa che oltre 600 dei 1.700 miliardi di dollari di profitti realizzati annualmente dalle multinazionali attraverso le controllate estere (circa il 40%), finiscono nei paradisi fiscali. In Italia, ogni anno, vengono trasferiti circa 20 miliardi di euro nei paradisi fiscali europei. E sottolineo PAESI EUROPEI  – Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Belgio, Cipro e Malta – alcuni dei quali sono la nazione di provenienza dei simpatici burocrati di Bruxelles (tipo il lussemburghese Junker o l’olandese Dijsselbloem), che bacchettano gli italiani chiedendo più austerità e più tasse per noi comuni mortali. Le comiche…

Amazon, Apple, Google, Netflix, Ikea e Facebook messe insieme versano in Italia poche decine di milioni di tasse su un giro d’affari che vale miliardi di euro. Fa circa l’1% di tasse…

E questo mentre noi comuni mortali paghiamo tasse per una pressione fiscale reale di circa il 50% di quanto guadagniamo.

Ecco perché è una menzogna gradita al sistema finanziario che per eliminare l’evasione fiscale bisogna abolire il contante.

Disporre di contante deve essere considerato parte integrante dei diritti del lavoratore. Tassare il contante è moralmente inaccettabile (sono soldi del lavoratore su cui abbiamo già pagato le dovute tasse).

Il pericoloso evasore non è certo il contadino cui pago in contanti la frutta a chilometri zero lungo la statale o il tuttofare in pensione che per 20 euro ti sistema una perdita dell’impianto idraulico.  Il contante è strumento di libertà, è la salvezza di chi non può permettersi fatture elettroniche, scontrini elettronici, contabili, reversali, acconti….

Ma davvero qualcuno nel 2020 crede ancora che i miliardi si spostino nelle valigette come nei film di James Bond? Le multinazionali usano transazioni finanziarie internazionali erodendo la base imponibile e sfruttando il profit shifting. Stessa cosa, ormai, fanno pure mafia e camorra, poiché tutte dispongono di bancomat e di conti all’estero. L’evasione vera, quella che conta e che ammonta ad oltre il 90% del totale, se ne fa un baffo dei contanti!

E infatti, ci informa giusto giusto l’Ansa “Evasione grandi imprese 16 volte maggiore delle piccole” (nonostante in Italia siano infinitamente più numerose)

Ma allora? Perché il sistema spinge fortemente per “abolire il contante”??? Perché in questo, almeno,  non “facciamo come i tedeschi” (in Germania il 79% delle transazioni è in contanti!!!) ?

Perché quanto tutto è moneta unica e “virtuale” basta un click per toglierti anche le mutande e mettere intere nazioni in ginocchio (citofonare Grecia per informazioni).

Se davvero si vuole attaccare l’evasione, si modifichi la legislazione in UE, impedendo la concorrenza sleale di paesi membri che sono veri e proprio paradisi fiscali.

Per contro, se recupero 50 euro di piccola evasione, quei 50 euro vengono sottratti al circuito economico. ANCHE AMMESSO (E NON CONCESSO) che lo Stato li ri-spendesse tutti per qualsivoglia cosa (servizi, pensioni etc), al massimo verrà ripristinata la condizione di partenza. La lotta alla piccola evasione danneggia il PIL, è un non senso  macroeconomico e in pratica ci impoverisce tutti.

Peraltro, scrivevo “ammesso e non concesso” perché è ovvio che lo Stato potrà re-immettere nel circuito economico reale SOLO una minima parte di quanto recuperato, visto che, almeno in Italia (paese in cui sono stati separati Tesoro e Banca D’Italia, nonché privo di moneta sovrana, ovvero indebitato in valuta estera: l’Euro), gli interessi sul debito sono destinati a crescere all’infinito sottrendo mediante avanzo primario migliaia di miliardi all’economia reale del paese.

Segue raccapricciante tabella che spiega dove sono finiti oltre TREMILA MILIARDI DI EURO.

Spesa per interessi dal 1980 al 2012

spesa interessi debito

E come se non bastasse, la regola del 3%, rispettata praticamente quasi solo dall’Italia ha sottratto centinaia di miliardi di Euro all’economia del paese.

deficit 3%

Facendo un rapido conto, se in questi anni avessimo fatto deficit come la Spagna (che ha sistematicamente violato la ridicola regola del 3% voluta dall’eurobaracca, tenendo una media del 7% in 10 anni), sarebbero stati immessi nell’economia reale OLTRE 600 MILIARDI DI EURO.

Provate ad immaginare cosa sarebbe l’Italia adesso e quale tenore di vita avreste se negli ultimi decenni, applicando la Costituzione Italiana, lo stato italiano avesse potuto disporre di tali cifre per perseguire benessere, occupazione e paghe dignitose per il popolo italiano…

(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

 

 

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