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Author Archives: malos mannaja

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entità astratta priva di coperture finanziarie

una riflessione sugli ultimi giorni e sul dato di fatto che la volontà del popolo italiano è una pura entità astratta priva di coperture finanziarie

http://neobar.net/2018/05/29/cosa-ci-aspetta-dopo-le-elezioni-politiche-del-4-marzo-2018-2a-puntata/

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in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it

 

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Guardare l’ontano

E’ liberamente scaricabile l’e-book dei racconti scritti e sparsi in giro per il mondo negli ultimi 3 anni.

malos ontano

“Guardare l’ontano” – raccolta di racconti 2016-2018, malos mannaja

fintellettuali di sinistra

pasolini

“Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente mentre il consumismo moderno striscia, si insinua e logora la società già moribonda”

Pier Paolo Pasolini scrive ad Alberto Moravia, 1973

ecco: quanta intelligenza in un vero intellettuale di sinistra e quanta pochezza negli attuali lacché del potere, che potremmo definire *fintellettuali* di sinistra.
poi, com’è evidente, l'”antifascismo” – evergreen di una superiorità morale sinistrata – può essere sostituito alla bisogna da altre tipologie di antismo, come l’anticastacriccacorruzionismo, l’antiamericanismo o l’antiberlusconismo.
il vero nemico, il liberismo consumista, ringrazia. povera società umana ridotta a mercato globale…

Ritorno al nuovo mondo (mercato)

mondo mercato

Huxley e Bradbury, come la maggior parte dei narratori che hanno ipotizzato universi distopici, sono dei poveri ingenui. Non serve una scossa elettrica per tenere lontano dai libri i bambini (vedasi “Il mondo nuovo”, 1932), come pure non serve bruciare i libri in scenografici falò (vedasi “Fahrenheit 451”, 1953). E’ molto più efficace insegnare l’ignoranza (vedasi il continuo declino della scuola in tutto il mondo, mica solo in Italia…), trasformare la cultura in un saper fare (vedasi la scuola come apprendistato che addestra la manovalanza del domani), e riempire i libri di mazzantini, di carifigli e di fiction *educativa*. Ebbene sì, una volta i sistemi di potere spendevano un sacco di soldi in propaganda di regime, la propaganda era *un costo*… ah, com’erano ingenui e sprovveduti i nazismi e i fascismi di ieri. oggi si può guadagnare (e fare un sacco di soldi) proprio con la propaganda e la fiction… spettacolare no? Il sistema mercato globale seleziona la migliore propaganda per noi e ce la vende sotto forma di bisogni così addirittura la *paghiamo* e nell’atto stesso di acquistarla e fruirla impariamo ad essere schiavi migliori (consumatori al quadrato e liberisti al cubo).

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(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

L’EROINOMANE

Negli Stati Uniti ogni giorno circa 90 americani muoiono per overdose da eroina.

In Italia ogni giorno circa 1500 nuovi poveri assoluti o relativi vanno ad aggiungersi agli oltre 13 milioni di italiani poveri (tra assoluti e relativi) contati dall’ISTAT nel 2016.

Esiste una qualche relazione tra i due eventi?

Chi può dirlo… Di certo c’è solo che stavolta ci ho messo la faccia.

: )))

Buona visione e un grazie di cuore agli amici di Copylefteratura che hanno collaborato.

Giacomo Leopardi

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Giacomo Leopardi è un autore che amo in modo particolare. Soprattutto le “Operette Morali”, una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, sono un capolavoro assoluto della letteratura mondiale, spesso sottovalutato a favore della pur ottima produzione poetica dell’autore. Scritte in uno stile medio e ironico molto vicino al sentire moderno, le “Operette Morali” sono l’approdo letterario dello “Zibaldone di pensieri”, un diario personale che raccoglie una grande quantità di appunti per un totale di 4.525 pagine e oltre 4.000 pensieri elaborati. Uno di essi, che qui riporto, mostra tutta l’intelligenza non solo artistica del grande letterato italiano.

«La patria moderna dev’essere abbastanza grande, ma non tanto che la comunione d’interessi non vi si possa trovare, come chi ci volesse dare per patria l’Europa. La propria nazione, coi suoi confini segnati dalla natura, è la società che ci conviene. E conchiudo che senza amor nazionale non si dà virtú grande”. »
(G. Leopardi , “Zibaldone di pensieri”)

il disagio della tecnologia

qualche mese fa, ispirato da Morena Fanti e dal suo gioco letterario a tema, il cui tema era per l’appunto “il disagio della tecnologia” ho scritto tre racconti.
il primo, “il disagio della tecnologia 1” è stato pubblicato qui due mesi fa.
il secondo, “il disagio della tecnologia 2″ è stato pubblicato su Neobar.
il terzo, “il disagio della tecnologia 3” ha partecipato al suddetto gioco letterario. per chi avesse piacere di leggerlo, è qui di seguito.

disagio della tecnologia 3 

 

il disagio della tecnologia 3

Alfio, settantasei anni portati male, ha appena seppellito in giardino il vecchissimo TVcolor morto due giorni prima ed estratto il nuovo televisore ultra HD dal suo utero di cartone e polistirolo. Prima di adagiarlo con dolcezza sul divano color grigio topo, s’incanta ad ammirare i brevi arcobaleni che spuntano e affondano nel buio traslucido dello schermo, causati dallo specchiarsi delle luci del lampadario.
Tuttavia, un attimo prima che la moglie lo richiami all’ordine, si riscuote.
– Ok, ok, non dire niente Gina… so cosa pensi: che non riesco a farlo funzionare. Vedrai, invece…
La moglie continua a sorvegliarlo con sguardo quasi divertito: a soffermarsi sui tratti del volto si intuisce che accenna un sorriso. Alfio armeggia con il cacciavite. Dopo dieci minuti, nonostante cataratta e dita artrosiche, le vitine sono infilate al posto giusto, la base è saldamente unita allo schermo e il televisore s’erge impettito in tutta la sua maestosa eleganza sopra la madia tarlata.
(altro…)