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Category Archives: riflessioni

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Identità

pozza riflesso volto

l’ho persa
mentre vagavo per la strada
dopo una lieve pioggia
marzolina
specchiandomi nel volto
di una pozza
(lavaggio del cervello)

 

forse per questo
son diventato auto-razzista
disprezzo gli italiani, etnia inferiore
campioni intergalattici
di cricca casta corruzione
di spesa pubblica e evasione
stirpe di finti invalidi
che impennano col motorino
di forestali improduttivi
di dipendenti assenteisti e fannulloni
da licenziare
in quarantotto ore
insomma, davvero un popolo di merde
come te

 

ma per fortuna
c’è l’Euro ad “eurudirmi”
ad educarmi alla durezza della vita
ad insegnarmi le virtù dell’essere
tanto flessibile
mi indica la retta via
(per emigrare, in cerca di lavoro)
mi svela
l’amore immenso dei mercati
la fratellanza apolide mondiale
della finanza liberista
che mi protegge dalle guerre
(e dallo stato ladro)

 

perché affannarsi a leggere e a pensare?
sperare e basta è molto meno faticoso:
affida anima e corpo
all’ignoranza
adora l’Estero virtuoso
e autoflagellati d’austerità:
abbraccia la mia fede
nelle virtù salvifiche e altruiste
dei  grandi capitali privati*
così che tutti noi
privati
d’ogni diritto costituzionale
nonché d’ogni rispetto per noi stessi
si possa liquidare il Belpaese
senza sentirci fessi

 

(* pregasi immaginare in sincrono al grassetto un fuoco d’artificio di tappi di champagne d’oltralpe)

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(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

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scrivere per “puro divertimento”

draghi leonida faraone

capisco.
però pensavo… il “puro divertimento”… eeeh… beato chi può permetterselo, il puro divertimento!
logico che se non ho un tetto, un lavoro o uno stipendio dignitoso, potrò abbandonarmi al “puro divertimento” solo vivendo fuori dal tempo! mmmm, e infatti, parapapààà: ecco a “noi” i social network!
: )
ma andando oltre la realtà (e la verità) virtuale qui presente, la domanda che mi sorge spontanea è: possiamo abbandonarci sereni e tranquilli al puro divertimento nel 2019?
probabilmente no.
viviamo in un momento storico drammatico dove le costituzioni socialdemocratiche del secondo dopoguerra sono sotto attacco (come apertamente dichiarato da JPMorgan: “troppe tutele dei diritti dei lavoratori” e “troppa libertà di protestare per modifiche dello status quo”). su scala globale, le élite mondialiste e le oligarchie finanziarie sono così potenti da imporre agli stati democratici ex-sovrani la propria agenda economica (come apertamente dichiarato dal commissario UE al Bilancio Gunther Oettinger: “i mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta”). la popolazione è bombardata a tappeto dalla narrazione dominante dei media, docili holding del potere finanziario, chiamati a radere al suolo la capacità critica (come ci insegna il bispensiero di Orwell: “la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”) e ad instillare nella popolazione una totale sfiducia verso le istituzioni democratiche (antipolitica e qualunquismo) e verso gli esseri umani (corruzione e autorazzismo). un vero e proprio lavaggio del cervello.
sono dietrologo se mi guardo intorno e vedo un disegno ben organizzato? chissà… forse no: basta chiedere conforto ai dati numerici degli ultimi tre-quattro decenni, che mostrano un enorme aumento del “wealth gap” per effetto di una continua redistribuzione verso l’alto della ricchezza. tale fenomeno non ha nulla a che fare con la corruzione o con la purezza, cosa che Richard Baldwin dell’Università Bocconi di Milano – come pure qualunque altro economista – sa benissimo. e d’altro canto non c’è bisogno di scomodare l’erudito professore quando lo stesso concetto piuttosto banale viene espresso dal tassista “plebeo” di Torvergata che si autoflagella giaculando “semo tutti corotti!”. beh, cheddire? a me sembra un’evidente e logica tautologia: come dire “siamo tutti esseri umani”, nel bene e nel male.
e allora? il fatto che il popolo e le élite siano poco, molto o troppo corrotti, cosa cambia?
la Costituzione afferma senza mezzi termini all’articolo 1 che “la sovranità appartiene al popolo”, non alle élite (disguido che indispettisce non poco l’élite e il potere finanziario). tenendo ben saldo tale presupposto, il termine “populismo” diventa un’entità astratta che non esiste: esiste forse il “democrazismo”? esistono il popolo e la volontà popolare, almeno in democrazia.
certo, possiamo tirare i remi in barca, pensare al “puro divertimento” e distrarci ascoltando l’orchestrina del Titanic, ma la storia ci insegna che poi le cose tendono a finire male…

se telefonando…

draghi butta pasta2

Auto-razzistafazzi! (saggio di psico-economia sociale)

autorazzistafazzi

*

E’ liberamente scaricabile al link sottostante

il saggio di psico-economia sociale:

Auto-razzistafazzi – malos mannaja

*

in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it

Il problema dell’economia liberista è che per funzionare richiede sette miliardi di schiavi

Il titolo – ottenuto parafrasando un aforisma di Neal Ascherson – dice già tutto sul problema, compreso che rientrano nel novero degli schiavi anche voi che non leggete, tu che leggi e io che scrivo.

Il problema, quindi, non siamo né voi, né tu, né io, perché, come scrisse il buon John Maynard Keynes: “tu hai un problema se devi alla tua banca cento sterline, ma se ne devi un milione, il problema è della banca.”

Eppure, anche se non siamo noi il problema, è poco ma sicuro che nessuno lo risolverà al posto nostro. Dunque diamoci da fare: la macroeconomia è meno complicata di quello che sembra, tutto il resto è politica e abbiamo il diritto democratico di pretendere che vada nella giusta direzione.

Di seguito, tre semplici ma utilissimi e-book di “politica economica” scritti qualche tempo fa e disseminati in giro per la rete. Tutti e tre sono liberamente scaricabili in PDF e rappresentano una buona occasione per acquisire maggiori consapevolezze e fare il punto della situazione.

File PDF File PDF File PDF
——— concetti basilari PDF ———– ——— cosa accadde PDF ——– ———- ordoliberismo PDF ———-

 

in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it

Chomsky, la sinistra e l’economia

Noam Chomsky è «uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra americana e mondiale». (Wikipedia). Anzi, di più: Noam Chomsky è «il più importante intellettuale vivente» (The New York Times). «Insieme a Marx, Shakespeare e la Bibbia, Chomsky è tra le dieci fonti più citate nella storia della cultura… Un eroe del nostro tempo, una mente eccelsa» (The Guardian).

Ascoltiamo cosa ha da dirci:

(altro…)

fintellettuali di sinistra

pasolini

“Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente mentre il consumismo moderno striscia, si insinua e logora la società già moribonda”

Pier Paolo Pasolini scrive ad Alberto Moravia, 1973

ecco: quanta intelligenza in un vero intellettuale di sinistra e quanta pochezza negli attuali lacché del potere, che potremmo definire *fintellettuali* di sinistra.
poi, com’è evidente, l'”antifascismo” – evergreen di una superiorità morale sinistrata – può essere sostituito alla bisogna da altre tipologie di antismo, come l’anticastacriccacorruzionismo, l’antiamericanismo o l’antiberlusconismo.
il vero nemico, il liberismo consumista, ringrazia. povera società umana ridotta a mercato globale…