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Il problema dell’economia liberista è che per funzionare richiede sette miliardi di schiavi

Il titolo – ottenuto parafrasando un aforisma di Neal Ascherson – dice già tutto sul problema, compreso che rientrano nel novero degli schiavi anche voi che non leggete, tu che leggi e io che scrivo.

Il problema, quindi, non siamo né voi, né tu, né io, perché, come scrisse il buon John Maynard Keynes: “tu hai un problema se devi alla tua banca cento sterline, ma se ne devi un milione, il problema è della banca.”

Eppure, anche se non siamo noi il problema, è poco ma sicuro che nessuno lo risolverà al posto nostro. Dunque diamoci da fare: la macroeconomica è molto meno complicata di quello che sembra, tutto il resto è politica e abbiamo il diritto democratico di pretendere che vada nella giusta direzione.

Di seguito, tre semplici ma utilissimi e-book di “politica economica” scritti qualche tempo fa e disseminati in giro per la rete. Tutti e tre sono liberamente scaricabili in PDF e rappresentano una buona occasione per acquisire maggiori consapevolezze e fare il punto sulla situazione.

File PDF File PDF File PDF
——— concetti basilari PDF ———– ——— cosa accadde PDF ——– ———- ordoliberismo PDF ———-

 

in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it

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Chomsky, la sinistra e l’economia

Noam Chomsky è «uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra americana e mondiale». (Wikipedia). Anzi, di più: Noam Chomsky è «il più importante intellettuale vivente» (The New York Times). «Insieme a Marx, Shakespeare e la Bibbia, Chomsky è tra le dieci fonti più citate nella storia della cultura… Un eroe del nostro tempo, una mente eccelsa» (The Guardian).

Ascoltiamo cosa ha da dirci:

(altro…)

fintellettuali di sinistra

pasolini

“Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente mentre il consumismo moderno striscia, si insinua e logora la società già moribonda”

Pier Paolo Pasolini scrive ad Alberto Moravia, 1973

ecco: quanta intelligenza in un vero intellettuale di sinistra e quanta pochezza negli attuali lacché del potere, che potremmo definire *fintellettuali* di sinistra.
poi, com’è evidente, l'”antifascismo” – evergreen di una superiorità morale sinistrata – può essere sostituito alla bisogna da altre tipologie di antismo, come l’anticastacriccacorruzionismo, l’antiamericanismo o l’antiberlusconismo.
il vero nemico, il liberismo consumista, ringrazia. povera società umana ridotta a mercato globale…

Ritorno al nuovo mondo (mercato)

mondo mercato

Huxley e Bradbury, come la maggior parte dei narratori che hanno ipotizzato universi distopici, sono dei poveri ingenui. Non serve una scossa elettrica per tenere lontano dai libri i bambini (vedasi “Il mondo nuovo”, 1932), come pure non serve bruciare i libri in scenografici falò (vedasi “Fahrenheit 451”, 1953). E’ molto più efficace insegnare l’ignoranza (vedasi il continuo declino della scuola in tutto il mondo, mica solo in Italia…), trasformare la cultura in un saper fare (vedasi la scuola come apprendistato che addestra la manovalanza del domani), e riempire i libri di mazzantini, di carifigli e di fiction *educativa*. Ebbene sì, una volta i sistemi di potere spendevano un sacco di soldi in propaganda di regime, la propaganda era *un costo*… ah, com’erano ingenui e sprovveduti i nazismi e i fascismi di ieri. oggi si può guadagnare (e fare un sacco di soldi) proprio con la propaganda e la fiction… spettacolare no? Il sistema mercato globale seleziona la migliore propaganda per noi e ce la vende sotto forma di bisogni così addirittura la *paghiamo* e nell’atto stesso di acquistarla e fruirla impariamo ad essere schiavi migliori (consumatori al quadrato e liberisti al cubo).

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(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)