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Tag Archives: narrativa

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Con sobria e misurata empatia.

banca cosmica elitaria

Con sobria e misurata empatia.

Il presidente della Banca Cosmica Elitaria si schiarì la voce a reti unificate. Poi, con sobria e misurata empatia, calzò sul volto una maschera di dolore e strinse in un abbraccio virtuale i popoli dell’Unione Euniversale, stremati da decenni di gravose imposte e di tagli al bilancio planetario. (altro…)

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Guardare l’ontano

E’ liberamente scaricabile l’e-book dei racconti scritti e sparsi in giro per il mondo negli ultimi 3 anni.

malos ontano

“Guardare l’ontano” – raccolta di racconti 2016-2018, malos mannaja

Ritorno al nuovo mondo (mercato)

mondo mercato

Huxley e Bradbury, come la maggior parte dei narratori che hanno ipotizzato universi distopici, sono dei poveri ingenui. Non serve una scossa elettrica per tenere lontano dai libri i bambini (vedasi “Il mondo nuovo”, 1932), come pure non serve bruciare i libri in scenografici falò (vedasi “Fahrenheit 451”, 1953). E’ molto più efficace insegnare l’ignoranza (vedasi il continuo declino della scuola in tutto il mondo, mica solo in Italia…), trasformare la cultura in un saper fare (vedasi la scuola come apprendistato che addestra la manovalanza del domani), e riempire i libri di mazzantini, di carifigli e di fiction *educativa*. Ebbene sì, una volta i sistemi di potere spendevano un sacco di soldi in propaganda di regime, la propaganda era *un costo*… ah, com’erano ingenui e sprovveduti i nazismi e i fascismi di ieri. oggi si può guadagnare (e fare un sacco di soldi) proprio con la propaganda e la fiction… spettacolare no? Il sistema mercato globale seleziona la migliore propaganda per noi e ce la vende sotto forma di bisogni così addirittura la *paghiamo* e nell’atto stesso di acquistarla e fruirla impariamo ad essere schiavi migliori (consumatori al quadrato e liberisti al cubo).

*

(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

il disagio della tecnologia

qualche mese fa, ispirato da Morena Fanti e dal suo gioco letterario a tema, il cui tema era per l’appunto “il disagio della tecnologia” ho scritto tre racconti.
il primo, “il disagio della tecnologia 1” è stato pubblicato qui due mesi fa.
il secondo, “il disagio della tecnologia 2″ è stato pubblicato su Neobar.
il terzo, “il disagio della tecnologia 3” ha partecipato al suddetto gioco letterario. per chi avesse piacere di leggerlo, è qui di seguito.

disagio della tecnologia 3 

 

il disagio della tecnologia 3

Alfio, settantasei anni portati male, ha appena seppellito in giardino il vecchissimo TVcolor morto due giorni prima ed estratto il nuovo televisore ultra HD dal suo utero di cartone e polistirolo. Prima di adagiarlo con dolcezza sul divano color grigio topo, s’incanta ad ammirare i brevi arcobaleni che spuntano e affondano nel buio traslucido dello schermo, causati dallo specchiarsi delle luci del lampadario.
Tuttavia, un attimo prima che la moglie lo richiami all’ordine, si riscuote.
– Ok, ok, non dire niente Gina… so cosa pensi: che non riesco a farlo funzionare. Vedrai, invece…
La moglie continua a sorvegliarlo con sguardo quasi divertito: a soffermarsi sui tratti del volto si intuisce che accenna un sorriso. Alfio armeggia con il cacciavite. Dopo dieci minuti, nonostante cataratta e dita artrosiche, le vitine sono infilate al posto giusto, la base è saldamente unita allo schermo e il televisore s’erge impettito in tutta la sua maestosa eleganza sopra la madia tarlata.
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Neolitico

neolithic
Neolitico.

– Un cordiale buonasera dal vostro Paolo Angela. Siamo collegati in diretta con la Val Camonica dove sta per essere portato alla luce un incredibile ritrovamento destinato a rivoluzionare le nostre conoscenze sull’evoluzione della specie umana.
L’inviato è alquanto eccitato: gesticola senza posa, spertica le sopracciglia enfatizzando la mimica del volto e spreme la voce verso tonalità sempre più acute. Sullo sfondo, una dozzina tra uomini e donne in tuta bianca s’accalcano brulicanti rincorrendosi dentro e fuori l’area di scavo, segnata da una lunga rete di plastica arancione.
– Come potete vedere, alle mie spalle c’è grande fermento. Gli scienziati ritengono che quelli rinvenuti nella caverna crollata di Pizzo Badile siano i resti umani meglio conservati mai ritrovati risalenti al periodo Neolitico. (altro…)

Il disagio della tecnologia

disagio tecnologia

 

Il disagio della tecnologia

 

Marco.net irrompe in presidenza col volto livido da emoticon furioso.
– Non ne posso più – strepita mordendo le ultime sillabe.
Il preside solleva gli occhi dal monitor quel tanto che basta per linkare allo sguardo un’immagine di biasimo.
– Si calmi… sta esagerando.
L’insegnante di sostegno inspira a fondo l’aria densa di nicotina e crolla a sedere sullo scranno in ecopelle, davanti alla scrivania in acrilico nobilitato.
– Guardi! – sventola l’iPhone davanti al naso del preside – se non è cyberbullismo questo!
Nella foto, un ragazzino usa il cellulare a mo’ di clava schiantandolo in testa a un compagno.
– Caro Marco.net, la sua dedizione è encomiabile, ma l’uso del telefonino secondo le modalità in oggetto, non configura un’aggressione mediata tecnologicamente. Quindi la prego di tornare al lavoro.
L’insegnante vacilla, incredulo.
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La discarica delle speranze rotte

discarica speranze rotte

La discarica delle speranze rotte

1. L’arrivo.

Il cumulo d’illusioni specchiava giochi di luce iridescenti nel sole abulico d’un Aprile qualunque. Per una peculiare interferenza sinestesica, il caleidoscopio di colori era tanto affascinante da coprire il tanfo di putredine che ristagnava tutt’intorno. Insieme all’ispettore finanziario, sostai davanti alla discarica per qualche attimo, stordito dagli echi abbacinanti del miraggio: speranze rotte, chimere accartocciate, lamiere di sogni, attese in avanzato stato di decomposizione, auspici arrugginiti… milioni di miliardi di astrazioni consistenti, una montagna che quasi pareva toccare il cielo con un dito.
– Qualcosa non ha funzionato come doveva, nella raccolta differenziata – mi azzardai a commentare, parlando a bocca aperta.
– In che senso dottore? – chiese l’ispettore senza staccare gli occhi dal tablet.
– Beh… voglio dire… un’attesa non è una chimera e non è lecito riciclarle nello stesso modo. Spero che si tratti di casi isolati e che il sistema si renda conto che ciò potrebbe avere ricadute molto negative sulla salute psicofisica della popolazione.
L’ispettore sorrise in modo ambiguo, lasciando cadere nel vuoto il mio auspicio. Un lieve smottamento nella montagna di rifiuti richiamò la mia attenzione e per un attimo mi parve di vederlo giacere vicino all’orizzonte, accatastato insieme a tanti altri. (altro…)