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Tag Archives: prosa

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Guardare l’ontano

E’ liberamente scaricabile l’e-book dei racconti scritti e sparsi in giro per il mondo negli ultimi 3 anni.

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“Guardare l’ontano” – raccolta di racconti 2016-2018, malos mannaja

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Giacomo Leopardi

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Giacomo Leopardi è un autore che amo in modo particolare. Soprattutto le “Operette Morali”, una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, sono un capolavoro assoluto della letteratura mondiale, spesso sottovalutato a favore della pur ottima produzione poetica dell’autore. Scritte in uno stile medio e ironico molto vicino al sentire moderno, le “Operette Morali” sono l’approdo letterario dello “Zibaldone di pensieri”, un diario personale che raccoglie una grande quantità di appunti per un totale di 4.525 pagine e oltre 4.000 pensieri elaborati. Uno di essi, che qui riporto, mostra tutta l’intelligenza non solo artistica del grande letterato italiano.

«La patria moderna dev’essere abbastanza grande, ma non tanto che la comunione d’interessi non vi si possa trovare, come chi ci volesse dare per patria l’Europa. La propria nazione, coi suoi confini segnati dalla natura, è la società che ci conviene. E conchiudo che senza amor nazionale non si dà virtú grande”. »
(G. Leopardi , “Zibaldone di pensieri”)

il disagio della tecnologia

qualche mese fa, ispirato da Morena Fanti e dal suo gioco letterario a tema, il cui tema era per l’appunto “il disagio della tecnologia” ho scritto tre racconti.
il primo, “il disagio della tecnologia 1” è stato pubblicato qui due mesi fa.
il secondo, “il disagio della tecnologia 2″ è stato pubblicato su Neobar.
il terzo, “il disagio della tecnologia 3” ha partecipato al suddetto gioco letterario. per chi avesse piacere di leggerlo, è qui di seguito.

disagio della tecnologia 3 

 

il disagio della tecnologia 3

Alfio, settantasei anni portati male, ha appena seppellito in giardino il vecchissimo TVcolor morto due giorni prima ed estratto il nuovo televisore ultra HD dal suo utero di cartone e polistirolo. Prima di adagiarlo con dolcezza sul divano color grigio topo, s’incanta ad ammirare i brevi arcobaleni che spuntano e affondano nel buio traslucido dello schermo, causati dallo specchiarsi delle luci del lampadario.
Tuttavia, un attimo prima che la moglie lo richiami all’ordine, si riscuote.
– Ok, ok, non dire niente Gina… so cosa pensi: che non riesco a farlo funzionare. Vedrai, invece…
La moglie continua a sorvegliarlo con sguardo quasi divertito: a soffermarsi sui tratti del volto si intuisce che accenna un sorriso. Alfio armeggia con il cacciavite. Dopo dieci minuti, nonostante cataratta e dita artrosiche, le vitine sono infilate al posto giusto, la base è saldamente unita allo schermo e il televisore s’erge impettito in tutta la sua maestosa eleganza sopra la madia tarlata.
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Complottista!

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Complottista!

Il bar è un’astronave capovolta accanto a uno stradone di periferia. Le porte scorrevoli m’ingoiano e in breve un riff di musica protonica m’inonda d’urto insaccandomi l’udito. Gradualmente, il tipico odore di canfora marziana si sovrappone a quello leggermente speziato del caffè di troposfera. L’ambiente è pieno di luci e di piastrelle lucidate a specchio che rinterzano brilluccichii di sponda creando effetti stroboscopici vertiginosi.
Mi apro un varco tra i mille colori della folla vociante, alla ricerca di Marco e Andrea.
Eccoli.
– Salve a tutti – grido nell’accomodarmi al tavolo – cazzo, non avrei mai immaginato di dover rimpiangere la musica elettronica!
Andrea posta un video olografico su Féisbuk con l’oPhone, Marco ha puntato una brunetta con la parrucca fluo: nessuno dei due dà segno di aver notato il mio arrivo. Sedute al tavolo ci sono pure Samy e Lucia, intente a discutere, per quello che riesco a intuire, di meches ferromagnetiche e acconciature attive.
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“prosenze inquietanti”

su Neobar, mensilmente, potete leggere “prosenze inquietanti”, uno spazio dedicato alla prosa, ovvero a un racconto trovato in rete (con annessa pausa di riflessione).

E’ disponibile l’antologia di autori vari “Racconti presi nella rete 2”

E’ disponibile nella sezione biblioteca di www.copylefteratura.org l’antologia di autori vari “Racconti presi nella rete 2”.

protesi mentale

Bando alle ciance: questa raccolta di racconti è pregevole tanto nella forma quanto nella sostanza. Trentadue autori, trentadue storie, trentadue diversi modi di rimasticare a parole brandelli di esperienze e di vite umane. E trentadue è esattamente il numero totale dei denti di cui dispone l’homo sapiens sapiens in età adulta. Un caso? Tutto è caso, potremmo rispondere… non fosse che non è opportuno avventurarsi in prolusioni filosofiche in un blog. No, non è il caso, eh!
Comunque resta il fatto che la suddetta scimmia nuda, animale tanto straordinario quanto sfigato e che per qualche insondabile motivo odiamo e amiamo fervidamente con tutto il nostro essere, sia un *eterodonte*. Ohibò: siamo dunque dinosauri, domanderete voi? No, anche se faremo la stessa fine. Siamo mammiferi, e come la maggior parte dei mammiferi, non solo siamo difiodonti, avendo due tipi di dentizioni (da latte e permanente), ma anche eterodonti, disponendo di denti tra loro diversi, distinti per funzione.
Tutto ciò per dire che nei vari racconti di questa antologia, troverete tematiche e stili diversi, messaggi incisivi, latrati canini e gorgheggi poetici, nonché emozioni capaci di stimolare, se non premolare, l’immaginazione atrofizzata da ipermercati pieni di libri prodotti in serie. Ebbenesì, gli autori che hanno dato vita a queste pagine macinando parole su parole, sapranno strapparvi un sorriso, lacerarvi il cuore, ritagliare per voi un coriandolo di speranza o almeno spezzare una lancia in favore dei perdenti che ancora lottano contro i mulini a vento.
Tutto ciò per concludere che questa antologia non è pane per i vostri denti, ma denti per il vostro pane quotidiano, ovvero una protesi mentale per aiutarvi a digerire i casini della vita con annessi bocconi amari.

(se ne parla anche qui)

Nuovo e-book nella biblioteca di Copylefteratura.org

E’ disponibile nella sezione biblioteca di www.copylefteratura.org la raccolta di racconti “Narrazioni criptate a Cavo” di Carlo Ciglie Mancusi.

cover

L’opera non mancherà di coinvolgere il lettore, offrendo una prosa avvolgente e ricorsiva, specchio di una realtà dove l’unità si è spezzata, dove il rapporto dell’uomo con il mondo è diventato instabile e insidioso. Echi dostoevskijani aleggiano tra le righe, mentre ciò che viene dato per consolidato ‒ interpretazioni del mondo sensibile, della società, della morale, del diverso ‒ svela pian piano la sua fallace natura di costruzione arbitraria e soggettiva. Pagina dopo pagina, la prosa di Carlo Mancusi, scava nelle implicazioni psicologiche e filosofiche dell’essere umano senza smarrirsi in sofisticazioni letterarie, mettendo a nudo quel labirinto tortuoso che è la natura delle cose vista dall’occhio della parola, ovvero dall’unico “strumento assoluto” di ricreazione della realtà. Ecco, “ricreazione” è un termine ricco di significati, un *termine* che si fa *inizio* e che a me ricorda subito la pausa a metà mattina alle elementari, quando facevamo merenda correndo per dare libero sfogo all’energia bambina costretta per ore dietro a un banchetto. Parallelamente, la stessa sincerità ho colto nei racconti di “Narrazioni criptate a Cavo”, dove la voce dei personaggi e dell’autore riesce nel mandato più unico che raro di non far suonare l’arte artefatta.

(la recensione continua qui)