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Tag Archives: tecnologia

Attraversa- menti

Durante gli scavi in una discarica abusiva è stato rinvenuto un ulteriore ibùk di versi animaleschi del nano.

(cliccare sull’immagine)

Immagini che parlano da sole

in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it

il disagio della tecnologia

qualche mese fa, ispirato da Morena Fanti e dal suo gioco letterario a tema, il cui tema era per l’appunto “il disagio della tecnologia” ho scritto tre racconti.
il primo, “il disagio della tecnologia 1” è stato pubblicato qui due mesi fa.
il secondo, “il disagio della tecnologia 2″ è stato pubblicato su Neobar.
il terzo, “il disagio della tecnologia 3” ha partecipato al suddetto gioco letterario. per chi avesse piacere di leggerlo, è qui di seguito.

disagio della tecnologia 3 

 

il disagio della tecnologia 3

Alfio, settantasei anni portati male, ha appena seppellito in giardino il vecchissimo TVcolor morto due giorni prima ed estratto il nuovo televisore ultra HD dal suo utero di cartone e polistirolo. Prima di adagiarlo con dolcezza sul divano color grigio topo, s’incanta ad ammirare i brevi arcobaleni che spuntano e affondano nel buio traslucido dello schermo, causati dallo specchiarsi delle luci del lampadario.
Tuttavia, un attimo prima che la moglie lo richiami all’ordine, si riscuote.
– Ok, ok, non dire niente Gina… so cosa pensi: che non riesco a farlo funzionare. Vedrai, invece…
La moglie continua a sorvegliarlo con sguardo quasi divertito: a soffermarsi sui tratti del volto si intuisce che accenna un sorriso. Alfio armeggia con il cacciavite. Dopo dieci minuti, nonostante cataratta e dita artrosiche, le vitine sono infilate al posto giusto, la base è saldamente unita allo schermo e il televisore s’erge impettito in tutta la sua maestosa eleganza sopra la madia tarlata.
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Il disagio della tecnologia

disagio tecnologia

 

Il disagio della tecnologia

 

Marco.net irrompe in presidenza col volto livido da emoticon furioso.
– Non ne posso più – strepita mordendo le ultime sillabe.
Il preside solleva gli occhi dal monitor quel tanto che basta per linkare allo sguardo un’immagine di biasimo.
– Si calmi… sta esagerando.
L’insegnante di sostegno inspira a fondo l’aria densa di nicotina e crolla a sedere sullo scranno in ecopelle, davanti alla scrivania in acrilico nobilitato.
– Guardi! – sventola l’iPhone davanti al naso del preside – se non è cyberbullismo questo!
Nella foto, un ragazzino usa il cellulare a mo’ di clava schiantandolo in testa a un compagno.
– Caro Marco.net, la sua dedizione è encomiabile, ma l’uso del telefonino secondo le modalità in oggetto, non configura un’aggressione mediata tecnologicamente. Quindi la prego di tornare al lavoro.
L’insegnante vacilla, incredulo.
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Certe rotte in diagonale

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Certe rotte in diagonale

 

Chiudo il video-tutorial e sibilo rabbioso: mai in sedia a rotelle. La lampada da tavolo, mostrando illuminata lungimiranza, finge di non prestarmi ascolto, ma scuote il capo sconsolata non appena mi aggrappo al bordo della scrivania per replicare al messaggio di Giulia. Grande invenzione Feisbuk: anche col corpo rattrappito posso puntare belle ragazze e recitare la parte dell’uomo distinto e raffinato benché mi lavi solo una volta a settimana, se viene l’oss del comune. Mi annuso le ascelle: sarà il sudore da stress per la storia della carrozzina, ma oggi puzzo molto più del solito. Digito “ti amo: due parole per dirlo, due giorni per spiegarlo, una vita in due per dimostrarlo” e nel frattempo provo a scoreggiare, curioso di vedere che succede. Incredibile… se non l’avessi verificato di persona non ci crederei: il tanfo nella stanza si riduce, diluendosi col peto. (altro…)

Visita al Grande Crono

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Visita al Grande Crono
Sottotitolo esplicativo: il tempo nella letteratura

Scansando a muso duro un inserviente, Valente penetra nell’edificio e punta dritto verso i piani alti. La tromba delle scale annuncia mugolante il suo venire avanti. Con passo cadenzato e circolare, l’uomo s’avvia lungo le spire della scalinata, che svirgola di sponda contro i muri ad ogni quarto di voluta. Giunto all’ottava rampa, s’appiglia al corrimano e il dondolio della ringhiera inizia a propinare lievi retro-impulsi al polso destro, che eccita le leve delle braccia trasformando i capogiri rotatori in moto alternativo.
Vertigine.
L’avvolgimento ipnotico di giro in giro incanta l’uomo, che in preda a vivide allucinazioni vede passare il tempo. Per buona educazione, lo saluta.

– “Buongiorno.”
– “Buonanotte.” (altro…)

Riflessioni su “Her”, il film di Spike Jonze

Portret of screaming woman

url di Munch

Ho letto di recente questa bella recensione di Antonio Sofia su “Her” il film di Spike Jonze e mi sono sovvenute alcune riflessioni.
“Ho voglia di spaccare la faccia a te e a quello schifo d’esistenza inutile che mi hai propinato per due ore”, scrive Antonio Sofia rivolgendosi a Theodore, il co-protagonista del film, a margine di un guidizio complessivo sul film che somiglia molto ad un’impietosa stroncatura. Eppure, mi dico, se il film è stato in grado di evocare emozioni tanto forti nello spettatore, per contro, non devo allora considerarlo un film particolarmente riuscito?
: ))
Scrive ancora, Antonio Sofia, di aver provato il desiderio di “andarsene altrove” nelle due ore in cui Spike Jonze gli ha “propinato l’esistenza inutile di Theodore”. Come non dargli ragione? (altro…)