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Tag Archives: tempo

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novità di dicembre/gennaio

per chi sa anche leggere, una nano-raccolta di racconti brevi scritti negli ultimi due mesi:

racconti-di-dicembre-2016-e-gennaio2017

(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

 

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Fuocoammare

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Ormai è chiaro: Gianfranco Rosi usa il “documentario” come copertura per racimolare quel minimo di finanziamenti che consentano alla sua arte scomoda di prendere corpo. (altro…)

siamo dei

siamo dei

Aforismaliziati (aforismi che la sanno ancora più lunga)

carrefour-1

“La migliore, forse l’unica maniera per conservare l’amore, è imbals’amare le novità”

(malos 2014)

“La migliore, forse l’unica maniera per conservare l’amore, è imbals’amare il tempo”

(malos 2027)

Money doesn’t give you happiness free of charge, but I would quietly pay the commission”

(the malos 2014)

Visita al Grande Crono

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Visita al Grande Crono
Sottotitolo esplicativo: il tempo nella letteratura

Scansando a muso duro un inserviente, Valente penetra nell’edificio e punta dritto verso i piani alti. La tromba delle scale annuncia mugolante il suo venire avanti. Con passo cadenzato e circolare, l’uomo s’avvia lungo le spire della scalinata, che svirgola di sponda contro i muri ad ogni quarto di voluta. Giunto all’ottava rampa, s’appiglia al corrimano e il dondolio della ringhiera inizia a propinare lievi retro-impulsi al polso destro, che eccita le leve delle braccia trasformando i capogiri rotatori in moto alternativo.
Vertigine.
L’avvolgimento ipnotico di giro in giro incanta l’uomo, che in preda a vivide allucinazioni vede passare il tempo. Per buona educazione, lo saluta.

– “Buongiorno.”
– “Buonanotte.” (altro…)

Riflessioni su “Her”, il film di Spike Jonze

Portret of screaming woman

url di Munch

Ho letto di recente questa bella recensione di Antonio Sofia su “Her” il film di Spike Jonze e mi sono sovvenute alcune riflessioni.
“Ho voglia di spaccare la faccia a te e a quello schifo d’esistenza inutile che mi hai propinato per due ore”, scrive Antonio Sofia rivolgendosi a Theodore, il co-protagonista del film, a margine di un guidizio complessivo sul film che somiglia molto ad un’impietosa stroncatura. Eppure, mi dico, se il film è stato in grado di evocare emozioni tanto forti nello spettatore, per contro, non devo allora considerarlo un film particolarmente riuscito?
: ))
Scrive ancora, Antonio Sofia, di aver provato il desiderio di “andarsene altrove” nelle due ore in cui Spike Jonze gli ha “propinato l’esistenza inutile di Theodore”. Come non dargli ragione? (altro…)

Boa di parole

sub boa pozzanghera

Nuotare non le fa bene: c’è troppo tempo per pensare, tra una bracciata e l’altra. Più volte immagina di muoversi al rallentatore, fin quasi a galleggiare immobile controcorrente. Ecco, sono una boa, pensa Francesca, proprio una boa: plastica inerte, corrosa dal cloro e dal sole. Non c’è più angoscia, nessuna angoscia, solo l’innocuo sciabordio dell’acqua contro un corpo morto.
Ciò nonostante, il moto sinuoso delle onde non riesce a camuffare del tutto il serpeggiare ipnotico della memoria, che pesca a strascico dalle profondità del male portando a galla associazioni d’idee viscose quanto tentacoli di piovre giganti, pronte ad avvitarsi attorno al collo di Francesca e a soffocare il mondo. Non avrebbe mai messo in relazione una boa con il cordone ombelicale, prima.
Ma adesso è dopo.
C’è sempre un prima e un dopo. (altro…)