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Senza brindare a vedere l’orrore

tappo piaga

Senza brindare a vedere l’orrore

sottotitolo esplicativo: cin cinquina di poesie nate morte


disappunto

no, non è niente
non è il naufragio
di un ombrello sulla spiaggia
dopo un’amareggiata
solo una pioggia
fine

***


ti abiti di nomi

ti abiti di nomi
un condominio a blocchi
di sei piani
(grigio di notte quanto in pieno giorno)
da cui prima dell’alba
sciamano operai
della parola

***


mondo

gli ultimi vecchi che arrossivano
strizzando l’occhio alla valletta un po’ discinta
oltre lo schermo
sono andati

resta soltanto un mondo

***


homeless

prima che sia giorno
narrami i tuoi sogni,
mettili a dimora
uno come ogni
buco vuoto uguale
tana d’animale

***


poesiambulanza (a fine turno)

dopo una notte di bagordi, stamattina
pallido quanto un foglio
con alito da fogna
facendomi la barba non sapevo
che versi immortalare nello specchio
perciò mi son deciso a scaricare
l’applicazione per lo smartphone
“i-poesia”
e incanto sia!
sirene all’alba al bar del porto
adescano la luce in collimare aperto
sfogliare d’onde
(le pagine d’un libro lette a caso)
sinuoso andirivieni luccicante
grida, stupori, storie, facce scure
carabinieri intenti a scrivere verbali
brani di vita combaciati
odore di salmastro
e sogni di vent’anni già arenati morti…

la fine dicitrice
t’appare nel richiamo
umida piaga





(in caso dicose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

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