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Democrazia e banche centrali

Risultati immagini per central bank vampire

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ascoltiamo le parole di Axel Leijonhufvud, professore di Teoria e Politica Monetaria all’Università di Trento, Italy, e professore emerito presso il Dipartimento dell’Economia della University of California, Los Angeles (nota anche come UCLA):

“La politica monetaria implica scelte tipo se fare inflazione o deflazione, se favorire debitori o creditori, se salvare in modo selettivo alcuni e non altri, se consentire o impedire alle banche di colludere… Nessun paese democratico può lasciare queste decisioni a tecnici non eletti.”

come ben chiosa ne “Il tramonto dell’Euro” il prof. Alberto Bagnai, professore associato di Politica Economica all’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti, Italy:

“Dato che in un’economia di mercato decisioni simili sono sempre all’ordine del giorno, se ne trae l’ovvia conclusione che l’indipendenza della Banca Centrale è incompatibile con la democrazia“.

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Elezioni Europee 2019

torquemario monti

 

Attendevo che Mario Monti, puntuale come uno strozzino, mi illuminasse su come votare, togliendomi ogni residuo dubbio. Infatti eccolo.

“Su quello che è diventato il termine centrale della questione cioè sovranista o no, cioè si vuole sperare in una maggiore sovranità nazionale italiana, pensando che così si possa governare meglio e più efficacemente il paese, ecco, su questa linea mi sembra rimasto Salvini… Di Maio è a contorni più indefiniti, ma mi sembra che, sia nella sostanza che nei toni, stia diventando più compatibile con la mainstream dell’Unione Europea.”

(Mario Monti  a L’aria che tira su La7 del 21/05/2019)

Bingo.

mani non sorvegliate e fenomeni “naturali”

gramsci

“Dei fatti maturano nell’ombra, perché mani non sorvegliate da nessun controllo tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora. I destini di un’epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati di piccoli gruppi attivi, e la massa dei cittadini ignora. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare, ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento, e allora sembra che la fatalità travolga tutto e tutti, che la storia (o la crisi economica) non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo, chi indifferente. E alcuni piagnucolano pietosamente, altri ridono beffardi, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno, o pochi, si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere di uomo, se avessi cercato di far valere la mia voce, il mio parere, la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?”

(L’indifferenza, 26 agosto 1916; p. 141, Antonio Gramsci).

 

Identità

pozza riflesso volto

l’ho persa
mentre vagavo per la strada
dopo una lieve pioggia
marzolina
specchiandomi nel volto
di una pozza
(lavaggio del cervello)

 

forse per questo
son diventato auto-razzista
disprezzo gli italiani, etnia inferiore
campioni intergalattici
di cricca casta corruzione
di spesa pubblica e evasione
stirpe di finti invalidi
che impennano col motorino
di forestali improduttivi
di dipendenti assenteisti e fannulloni
da licenziare
in quarantotto ore
insomma, davvero un popolo di merde
come te

 

ma per fortuna
c’è l’Euro ad “eurudirmi”
ad educarmi alla durezza della vita
ad insegnarmi le virtù dell’essere
tanto flessibile
mi indica la retta via
(per emigrare, in cerca di lavoro)
mi svela
l’amore immenso dei mercati
la fratellanza apolide mondiale
della finanza liberista
che mi protegge dalle guerre
(e dallo stato ladro)

 

perché affannarsi a leggere e a pensare?
sperare e basta è molto meno faticoso:
affida anima e corpo
all’ignoranza
adora l’Estero virtuoso
e autoflagellati d’austerità:
abbraccia la mia fede
nelle virtù salvifiche e altruiste
dei  grandi capitali privati*
così che tutti noi
privati
d’ogni diritto costituzionale
nonché d’ogni rispetto per noi stessi
si possa liquidare il Belpaese
senza sentirci fessi

 

(* pregasi immaginare in sincrono al grassetto un fuoco d’artificio di tappi di champagne d’oltralpe)

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(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

scrivere per “puro divertimento”

draghi leonida faraone

capisco.
però pensavo… il “puro divertimento”… eeeh… beato chi può permetterselo, il puro divertimento!
logico che se non ho un tetto, un lavoro o uno stipendio dignitoso, potrò abbandonarmi al “puro divertimento” solo vivendo fuori dal tempo! mmmm, e infatti, parapapààà: ecco a “noi” i social network!
: )
ma andando oltre la realtà (e la verità) virtuale qui presente, la domanda che mi sorge spontanea è: possiamo abbandonarci sereni e tranquilli al puro divertimento nel 2019?
probabilmente no.
viviamo in un momento storico drammatico dove le costituzioni socialdemocratiche del secondo dopoguerra sono sotto attacco (come apertamente dichiarato da JPMorgan: “troppe tutele dei diritti dei lavoratori” e “troppa libertà di protestare per modifiche dello status quo”). su scala globale, le élite mondialiste e le oligarchie finanziarie sono così potenti da imporre agli stati democratici ex-sovrani la propria agenda economica (come apertamente dichiarato dal commissario UE al Bilancio Gunther Oettinger: “i mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta”). la popolazione è bombardata a tappeto dalla narrazione dominante dei media, docili holding del potere finanziario, chiamati a radere al suolo la capacità critica (come ci insegna il bispensiero di Orwell: “la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”) e ad instillare nella popolazione una totale sfiducia verso le istituzioni democratiche (antipolitica e qualunquismo) e verso gli esseri umani (corruzione e autorazzismo). un vero e proprio lavaggio del cervello.
sono dietrologo se mi guardo intorno e vedo un disegno ben organizzato? chissà… forse no: basta chiedere conforto ai dati numerici degli ultimi tre-quattro decenni, che mostrano un enorme aumento del “wealth gap” per effetto di una continua redistribuzione verso l’alto della ricchezza. tale fenomeno non ha nulla a che fare con la corruzione o con la purezza, cosa che Richard Baldwin dell’Università Bocconi di Milano – come pure qualunque altro economista – sa benissimo. e d’altro canto non c’è bisogno di scomodare l’erudito professore quando lo stesso concetto piuttosto banale viene espresso dal tassista “plebeo” di Torvergata che si autoflagella giaculando “semo tutti corotti!”. beh, cheddire? a me sembra un’evidente e logica tautologia: come dire “siamo tutti esseri umani”, nel bene e nel male.
e allora? il fatto che il popolo e le élite siano poco, molto o troppo corrotti, cosa cambia?
la Costituzione afferma senza mezzi termini all’articolo 1 che “la sovranità appartiene al popolo”, non alle élite (disguido che indispettisce non poco l’élite e il potere finanziario). tenendo ben saldo tale presupposto, il termine “populismo” diventa un’entità astratta che non esiste: esiste forse il “democrazismo”? esistono il popolo e la volontà popolare, almeno in democrazia.
certo, possiamo tirare i remi in barca, pensare al “puro divertimento” e distrarci ascoltando l’orchestrina del Titanic, ma la storia ci insegna che poi le cose tendono a finire male…

se telefonando…

draghi butta pasta2

Auto-razzistafazzi! (saggio di psico-economia sociale)

autorazzistafazzi

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E’ liberamente scaricabile al link sottostante

il saggio di psico-economia sociale:

Auto-razzistafazzi – malos mannaja

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in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it

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