Il blog di www.copylefteratura.org

Diffamazione, razzismo e xenofobia

merce umana

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Di recente, il parlamento europeo ha introdotto una nuova regola procedurale nella quale al punto 5 e 6 si legge:

5. “Il presidente può decidere di interrompere la trasmissione in diretta televisiva della seduta in caso di linguaggio o comportamento diffamatorio, razzista o xenofobo di un membro del parlamento”

6. “Il presidente può decidere di cancellare dalla registrazione audiovisiva della seduta quelle parti di discorso di un membro del parlamento che contengano linguaggio diffamatorio, razzista o xenofobo. La decisione avrà effetto immediato. Sarà però soggetta a conferma da parte del Bureau entro quattro settimane, o, se il Boureau non si riunisse in quel periodo, in occasione del successivo incontro.”

Una norma senza dubbio dettata da sentimenti di civiltà, fratellanza e amore universale, tesa a tutelare i *diritti fondamentali della persona* che, com’è noto, le istituzioni europee, fondate su principi ultraliberisti, non solo hanno molto a cuore, ma antepongono alle logiche economiciste che ne ispirano il funzionamento.

In linea con tale alto senso umanitario, Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’eurogruppo olandese ha affermato che “durante la crisi i paesi del Nord hanno mostrato solidarietà con le nazioni del Sud in crisi. Come socialdemocratico, attribuisco un’importanza eccezionale alla solidarietà, ma ci sono anche dei doveri. Non si possono spendere tutti i soldi in alcol o donne e poi chiedere aiuto.” Questa affermazione, ovviamente, non è diffamatoria, razzista o xenofoba. (altro…)

Complottista!

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Complottista!

Il bar è un’astronave capovolta accanto a uno stradone di periferia. Le porte scorrevoli m’ingoiano e in breve un riff di musica protonica m’inonda d’urto insaccandomi l’udito. Gradualmente, il tipico odore di canfora marziana si sovrappone a quello leggermente speziato del caffè di troposfera. L’ambiente è pieno di luci e di piastrelle lucidate a specchio che rinterzano brilluccichii di sponda creando effetti stroboscopici vertiginosi.
Mi apro un varco tra i mille colori della folla vociante, alla ricerca di Marco e Andrea.
Eccoli.
– Salve a tutti – grido nell’accomodarmi al tavolo – cazzo, non avrei mai immaginato di dover rimpiangere la musica elettronica!
Andrea posta un video olografico su Féisbuk con l’oPhone, Marco ha puntato una brunetta con la parrucca fluo: nessuno dei due dà segno di aver notato il mio arrivo. Sedute al tavolo ci sono pure Samy e Lucia, intente a discutere, per quello che riesco a intuire, di meches ferromagnetiche e acconciature attive.
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Trump, Hitler e Berlusconi: Trumpitlersconi!!

trumpitlersconi

Trump, Hitler e Berlusconi: Trumpitlersconi!!
da qualche mese, che si frequentino social network, blog letterari, blog culinari o addirittura blog di medicina ayurvedica, è comunque quasi impossibile sfuggire al post pseudopolitico i cui punti cardine sono i seguenti:
1) Trump è stato eletto democraticamente, ma è il male assoluto
2) anche Hitler, come ci insegna la storia, è stato democraticamente eletto
3) so quello che dico perché conosco Berlusconi che è come Trump
4) chiunque non è d’accordo con me è un puttaniere razzista nazifascista
ma che meraviglia…
proviamo a fare insieme un po’ di chiarezza? (altro…)

Certe rotte in diagonale

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Certe rotte in diagonale

 

Chiudo il video-tutorial e sibilo rabbioso: mai in sedia a rotelle. La lampada da tavolo, mostrando illuminata lungimiranza, finge di non prestarmi ascolto, ma scuote il capo sconsolata non appena mi aggrappo al bordo della scrivania per replicare al messaggio di Giulia. Grande invenzione Feisbuk: anche col corpo rattrappito posso puntare belle ragazze e recitare la parte dell’uomo distinto e raffinato benché mi lavi solo una volta a settimana, se viene l’oss del comune. Mi annuso le ascelle: sarà il sudore da stress per la storia della carrozzina, ma oggi puzzo molto più del solito. Digito “ti amo: due parole per dirlo, due giorni per spiegarlo, una vita in due per dimostrarlo” e nel frattempo provo a scoreggiare, curioso di vedere che succede. Incredibile… se non l’avessi verificato di persona non ci crederei: il tanfo nella stanza si riduce, diluendosi col peto. (altro…)

Scoperte

anelito

Il comizio sindacale

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Il comizio sindacale.

Napòleon salì sul palco per dare inizio al comizio sindacale.
I maiali stipati nella piccola piazza smisero subito di grufolare e un religioso silenzio avvolse l’assemblea. Il segretario generale si schiarì la voce, afferrò il microfono e prese ad arringare la folla con viva e vibrante salivazione, benedicendo il popolo animale. Parlò da vero statista: invocò l’assenza di alternative possibili, esaltò i valori progressisti e umanitari dell’accoglienza, del sacrificio e dell’amore, chiosò che mai come in quel momento era importante che i lavoratori facessero fronte comune contro i disfattisti, i complottisti e i populisti, per raccogliere la sfida diventando compiutamente cittadini del mondo.
– Il libero commercio dei beni – disse Napòleon chiudendo il comizio – è il motore che spinge la democrazia, che consente di esportarla, che cambia il modo di pensare dei governi e alimenta la fratellanza tra i popoli.
L’assemblea dei maiali si produsse in un applauso doveroso.
Non appena il fragore iniziò a scemare, un maiale basso e tozzo alzò una zampa e chiese la parola.
– Tu parli bene, Napòleon, ma noi – disse indicando la platea operaia – abbiamo molti dubbi e domande da porci. Quesiti esistenziali, del tipo: saremo esportati come maiali o come prosciutti, zamponi e cotechini?

 

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(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

neurodelirica dedicata

neoliberismi-cotonati